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Sbiancamento dei denti

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Sbiancamento

Con il passare del tempo lo smalto dei nostri denti è portato naturalmente a scurirsi e ad ingiallirsi. Denti bianchi e sani rappresentano una delle caratteristiche estetiche più ricercate: un bel sorriso ci rende più sicuri di noi stessi favorendo in questo modo anche le relazioni sociali.

Il colore dei nostri denti è determinato da tre fattori fondamentali:

  1. La Tinta naturale, ovvero il colore di base del dente, il quale può variare dal bianco al giallo sino all’arancio ed il marrone, ed è determinato dalle caratteristiche cromatiche della dentina che ricopre la superficie del dente stesso.
  2. Il Croma, ovvero l’intensità della tinta.
  3. Il Valore, ovvero la percentuale di grigio del tessuto dello smalto.

La discromia dentale

Anche la discromia dentale, (ovvero l’alterazione fisiologica del colore del dente) può quindi essere determinata e valutata sulla base dei tre fattori sopra elencati. Essa è divisibile in due macro aree fondamentali: le pigmentazioni endogene e le pigmentazioni esogene.

  • Pigmentazioni endogene (discromie dovute a cause “interne” al dente) che sono dovute a:
    • scorretti processi della formazione dei tessuti dentali causati da malattie genetiche o congenite
    • cause tossicologiche e farmacologiche che compromettono il sano sviluppo degli elementi dentali
    • carenza o eccesso di assunzioni di fluoruri
    • traumi, usura e abrasione dentale
  • Pigmentazioni esogene in base alla loro localizzazione suddividiamo le pigmentazioni in:
    • pigmentazioni intrinseche » le quali sono localizzate al di sotto della superficie dello smalto e causate da fattori “esterni” al dente riconducibili per lo più a:
      • utilizzo di specifici materiali da ricostruzione come ad esempio le amalgama in argento
      • utilizzo di specifici materiali da endodonzia
      • contatto con particolari coloranti come ad esempio la caffeina
      • utilizzo di particolari classi di farmaci
    • pigmentazioni estrinseche » le quali sono invece localizzate sulla superficie dello smalto riconducibili per lo più:
      • al tipo di alimentazione e all’assunzione di particolari bevande
      • a cause chimiche come ad esempio l’uso di particolari farmaci, dentifrici o collutori contenenti fluoruri, integratori alimentari, fumo e alcool
      • alla presenza di particolari ceppi batterici cromogeni della placca

Altri fattori che influenzano la percezione del colore del nostro sorriso possono essere riconducibili all’allineamento dei denti (denti più dritti riflettono meglio la luce) e allo spessore del tessuto dello smalto dentale.

Lo sbiancamento dentale

Lo sbiancamento dentale è quell’insieme di procedimenti chimici che consentono di rimuovere le discromie endogene, ovvero non solo è in grado di rimuovere le alterazioni cromogene presenti sullo smalto, ma anche di agire sulle pigmentazioni all’interno del elemento dentario. Lo sbiancamento modifica il croma, ma non la tinta.

 

Come agiscono i gel sbiancanti?

Gli sbiancamenti dentali professionali sono delle procedure odontoiatriche che possono riportare il dente ad una colorazione più bianca.

Il meccanismo di azione del gel sbiancante è determinato da un processo di ossido riduzione in cui il perossido di idrogeno (o il perossido di carbammide) penetra all’interno dello smalto interagendo con le macchie e spezzando così i doppi legami carbonio-carbonio che le compongono, producendo in questo modo dei composti incolori che producono l’effetto sbiancante. A seconda del procedimento possiamo suddividere gli sbiancamenti in:

  • Domiciliare

Dopo aver preso delle impronte delle arcate dentali vengono consegnate al paziente delle mascherine personalizzate trasparenti. All'interno delle stesse il paziente inserirà un gel a base di perossido di carbammide (la percentuale varia dal 10 al 16 %) e indosserà la mascherina per un tempo stabilito in precedenza con l'odontoiatra o con l'igienista dentale. il tempo varia a seconda della severità delle discromie e del livello di sensibilità dentale.

  • Alla poltrona (in office)

Dopo aver isolato accuratamente le mucose orali e i tessuti gengivali viene applicato sul dente un gel a base di perossido di idrogeno (dal 38 al 40%) attivato successivamente con lampada o laser. A seconda del risultato ottenuto è possibile ripetere la seduta.

  • Sbiancamento laser assistito

Il laser a diodi funziona da catalizzatore dell’intero processo chimico, ovvero velocizza e veicola  la penetrazione del perossido all'interno dello smalto dentale.

Per questo tipo di procedimento vengono utilizzati prodotti sbiancanti appositi, ovvero gel che contengono cromofori sensibili alla luce del raggio laser a diodi. Una volta a contatto con la luce il prodotto inizia rapidamente a dissolversi rilasciando radicali liberi i quali agiscono sui pigmenti scuri riflettendo la luce laser.

 

Quali sono i vantaggi di uno sbancamento laser?

  • Il trattamento dura meno tempo risultando in questo modo più confortevole per il paziente
  • Il gel rimane meno tempo a contatto con la superficie dentale rendendo cosi la prestazione meno invasiva
  • Si avverte meno la sensibilità post procedura

Dopo un accurata valutazione delle arcate dentali ti proporremo il trattamento più adeguato.

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